"Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare"
(Il gioco dell'angelo - Carlos Ruiz Zafón)

Per noi sostenitori del libro tradizionale, uno degli aspetti irrinunciabili è l’inconfondibile odore della carta: un tratto saliente del libro che le moderne tecnologie non sono in grado di riprodurre nella lettura digitale, se non con profumi surrogati.

E se ciò, ai nostri detrattori, potesse sembrare niente più che una romanticheria desueta, ecco che ci viene in soccorso la scienza! Il chimico inglese Andy Brunning, infatti, ha spiegato, nel suo blog, l’origine scientifica di questa fragranza: cellulosa e lignina contenuti nella carta (seppur in quantità minore in epoca moderna), degradano nel tempo.

Il risultato è l’ingiallimento della carta e il rilascio di composti organici. È da questa reazione che scaturisce l’odore tipico dei libri invecchiati.

Secondo Brunning le componenti di questo aroma sarebbero: vaniglia, benzaldeide (che aggiunge un profumo di mandorla), odori dolci prodotti dall’etilbenzene e il contributo floreale apportato dall’etilesanolo... insomma, un mix irresistibile!!